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Che cos’è la recensione
La recensione è un particolare genere di articolo giornalistico che fornisce le indicazioni su “com’è fatto”, “da chi è fatto”…un libro, un film, uno spettacolo teatrale o una mostra esprimendo anche un giudizio sul prodotto che esamina.
Dal punto di vista giornalistico la recensione da un lato annuncia un evento d’attualità alla stregua di un articolo di cronaca, dall’altro ha lo scopo di informare e consigliare (elementi propri dll’articolo d’opinione).

Quali sono i punti fondamentali di una recensione
1. informazioni editoriali (autore, titolo, casa editrice, numero di pagine, costo)
2. introduzione / presentazione dell’opera
3. intreccio della vicenda narrata
4. esposizione dell’idea di fondo del libro
5. caratteristiche dell’opera (genere, stile lingua)
6. confronto con altre opere dello stesso genere o del medesimo autore
7. giudizio critico motivato

Nel recensire un libro potremmo evitare di…
· Utilizzare frasi fatte. Qualche esempio? "Si tratta di un’opera che colma certamente una lacuna"; “Ottima la veste editoriale come consuetudine dell’editore"

· Raccomandare un'opera ad una audience troppo vasta; a meno che, come è stato scritto sul British Medical Journal, non si tratti della Sacra Bibbia...

· Nascondere gli eventuali difetti dell'opera: l'autore ve ne sarebbe grato, ma vi guadagnereste la disistima di chi acquisterà il libro dopo aver letto il vostro commento.

· Fare rilievi generici; piuttosto di segnalare che "L'autore ha trascurato importanti contributi sull'argomento", affermerete: "I contributi di Bianchi (1999) e Verdi (2002) sembrano non essere stati considerati e non li troviamo citati in bibliografia".

La recensione dovrebbe rispondere a domande circa i contenuti:
◦ II testo è ben organizzato?
◦ È aggiornato?
◦ II contenuto è esposto chiaramente ed in modo razionale?
◦ Le affermazioni contenute sono attendibili ed accurate?
◦ I suggerimenti dell'autore sono convincenti e rilevanti?
◦ Le eventuali esperienze originali sono frutto di ricerche ben condotte?
◦ Lo stile è curato ed il testo è facilmente leggibile?
◦ Le illustrazioni sono pertinenti o e ben eseguite?
◦ Le tabelle e gli schemi sono comprensibili senza sforzo?
◦ Nel caso di più autori, l'impostazione dei capitoli è coerente?
◦ A chi potrebbe essere utile il libro?

Relativamente agli aspetti formali:
◦ L'aspetto del libro è gradevole?
◦ La composizione e l'impaginazione agevolano la lettura?
◦ Ci sono errori di stampa?
◦ La tempestività della pubblicazione favorisce l'attualità del testo?
◦ La qualità delle illustrazioni è buona?
◦ I riferimenti bibliografici sono riportati accuratamente?
◦ C'è un indice analitico? Se no, il sommario d'apertura è esauriente?
◦ Le notizie sugli autori sono esaustive?
◦ La confezione del volume garantisce un uso prolungato?

Esempio di recensione:
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, …
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L Introduzione: Pubblicato nel 1827, I Promessi sposi rappresentano la rielaborazione e la revisione radicali di un primo tentativo narrativo compiuto tra il 1821 e il 1823, Fermo e Lucia.
manca l’intreccio
L Confronto con altre opere: Nello scrivere la sua opera maggiore, Manzoni è influenzato dalla lettura dei romanzi storici dello scozzese Walter Scott e dalle cronache del Ripamonti e del Gioia. Compie un grande lavoro di documentazione per descriverci la Lombardia del Seicento, anche se in verità è la realtà a lui contemporanea che Manzoni intende rappresentare, una realtà fatta di soprusi, oppressioni, angherie esercitate dai potenti verso i più deboli e bisognosi.
L Attualizzazione: Il lettore stesso di oggi può trovare nel libro utili considerazioni che ben si attagliano all'attualità e al carattere e identità nazionali.
L Idea di fondo dell’opera: La novità e il merito del romanzo sono costituiti dal metter al centro della vicenda narrata non le classi superiori, bensì i ceti popolari, i poveri, il filatore Renzo e l'umile Lucia.
I ceti meno abbienti, oltre che i flagelli della natura, devono subire le angherie e le umiliazioni dei potenti, spesso rappresentati dal Manzoni come impari alle loro cariche e ai loro ruoli.
Il romanzo è permeato da una poetica visione cristiana della vita, carica di speranza. La provvidenza divina interviene e mette ogni cosa a posto. La carità di Dio è talmente grande che egli si preoccupa non soltanto della salvezza dei buoni e dei giusti, bensì anche di quella dei malvagi.
L'ideale cristiano della vita viene espresso dal Manzoni senza scadere mai nel didattico o nel didascalico.
La valenza del romanzo non è soltanto storica, contingente. Manzoni mette in scena, nel suo capolavoro, l'eterna lotta fra il Bene e il Male.
Sul mistero del male nel mondo, lo scrittore non tace, anche quando la sua presenza può costituire un elemento di crisi per la fede in Dio
L Notazioni di stile: Sul versante stilistico, grande attenzione pone lo scrittore lombardo al linguaggio, alla ricerca della scorrevolezza, della semplicità dell'efficacia e della dolcezza. Con classico equilibrio, si mantiene lontano dall'enfasi, smorza l'effusività con l'ironia, non indulge nemmeno troppo alla "bella pagina".
Per Manzoni il fiorentino è la più eletta parlata d'Italia. Egli è talmente convinto di ciò che organizza un soggiorno con la famiglia a Firenze nel 1827, per "risciacquare i panni in Arno", per affinare, cioè, la propria abilità linguistica.
Manzoni contribuisce, col suo romanzo, a dare una lingua all'Italia, a fondere letteratura e uso.
Oltre a rappresentare memorabili personaggi, Manzoni si rivela ne I Promessi Sposi un acuto psicologo del comportamento delle folle. La folla diviene un personaggio stesso del romanzo, spesso tumultuante, descritta con una tecnica quasi cinematografica. Nella folla prevalgono i comportamenti più irrazionali e meno accorti e saggi, come sappiamo, purtroppo, anche dalle cronache odierne.
manca il giudizio critico che però è espresso lungo tutta la recensione

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